Corrado Papa, quando un architetto è gentile

Dicono che quando Corrado Papa, appena ventisettenne, dopo la laurea in Architettura a Firenze e tre anni buoni di lavoro intenso a Milano era rientrato nella sua Noto, nel 1989, aveva preso l’abitudine di camminare naso all’insù, quasi che scoprisse per la prima volta quei monumenti barocchi tra i quali era cresciuto.
Semplicemente, Corrado aveva iniziato a leggere con una nuova maturità quel capolavoro d’arte che è l’architettura netina, che per chiunque, figuriamoci per un tecnico, rappresenta una sublime teoria di curve e piani e spazi e richiami.
Poi venne il terremoto di Santa Lucia nel ’90, e c’era la gente che lasciava le case, e il sindaco Passerello che transennava tutto e che tutti chiamavano sindaco Transenna, e c’era pure lui, Corrado, la morte nel cuore a vedere la sua città così, una bellezza frantumata, vuoto a perdere.
Anni dopo, partita la fase del restauro, per Corrado fu tutto un susseguirsi di grandi progetti, da Piazza Calatafimi-Montecanosa all’ex Ospedale Trigona, da Porta Marina a Siracusa sino a culminare col recupero recente di Palazzo Castelluccio .
Committenza pubblica e privata, e tante, tante pubblicazioni nelle più importanti riviste di architettura che inneggiando al Miracolo Noto, alla sua rinascita, passavano sempre da un nome: Corrado Papa.
Muovendosi tra un nuovo minimalismo moderno ed un funzionalismo contemporaneo saldamente agganciato alla razionalità mediterranea, Papa in questo angolo di Sicilia ha davvero inaugurato una nuova tendenza: il piacere della riscoperta.
“Lavorare a Noto – spiega a Valdinoto.it – è come aprire la porta della soffitta dimenticata della nonna. Tutto è rimasto come allora, devi solo spolverare, pulire, e vivere. E’ come se a Noto all’improvviso la ruota del tempo avesse smesso di girare. E’ questo stop che oggi rappresenta una grande opportunità per la città”.
Prendete Baglio SiciliAmo, raro e splendido esempio di masseria sul mare che due imprenditori del luogo, Marco e Cristina, stanno pian piano trasformano in luogo di charme con suite di stile improntate alla sicilianità. Papa ci ha lasciato il cuore: “Anche qui è stata attuata la strategia del togliere, rispettando il genius loci, l’identità e l’armonia dei corpi, e innestando una nuova compatibilità che esalta il passato accarezzando il presente”.
Oggi Corrado Papa è l’architetto più amato dagli stranieri che hanno deciso di investire in Val di Noto. “Vengono attratti dal sole, dal clima – spiega Papa – ma anche dal paesaggio. A differenza di altri luoghi, la campagna di Noto è libera, pulita, senza interruzioni di serre di plastica. Verde giù sino al mare. Chiedono progetti in cui la modernità non soffochi l’identità, in cui il paesaggio non ceda il passo all’esuberanza dei volumi”.
E Papa ed il suo staff – fatto non scontato – alla tentazione di imporsi nel progetto e di spalmare la propria sensibilità ai luoghi, preferiscono guidare in modo silenzioso e quasi invisibile l’organizzazione degli spazi, senza presunzione, senza arroganza diremmo, intorno a pochi elementi, essenziali ma potenti nella loro capacità di comunicare. Come quella casa nella riserva di Vendicari, costruita intorno ad un ulivo, simbolo ancestrale della più profonda mediterraneità.
“Un architetto ha l’obbligo di interpretare il territorio – continua – e di “sentire” la terra, mediando tra prima e dopo”.
Solo chi sperimenta nuove vie, approda a nuovi porti, e solo gli audaci ed i coraggiosi hanno la forza di evolversi. Solo chi rifugge dal concetto di progetti seriali – così, facili, così comodi – può dire di poter usare un linguaggio di coerenza con la materia, una grammatica delle cose che non insegnano a scuola.
Così sono i suoi progetti, come quella volta che ristrutturando una casa un tempo appartenuta ad un calzolaio, scoprì che l’antica cisterna era stata usata come cestino artigiano e s’appassionò a tirar fuori due camion pieni pieni di scarpe rotte.
E questa è la storia di Corrado Papa, l’architetto gentile di Noto, che recupera mantenendo la patina, che colleziona esemplari di pietra pece e che lascia apposta le toppe d’intonaco nelle facciate. Papa, che la foto di una antica cucina da lui recuperata, può render tanto l’atmosfera da poterne sentire quasi i profumi d’una volta.
Magia di un restauro olfattivo, davvero roba d’avanguardia, oppure d’altri tempi.


Testi a cura di: Valdinoto Team


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