Verso Sud

Verso Sud c’è una linea di costa inattesa, fuori dai classici giri, in quel marciapiede di mare che scende giù da Marzamemi – la Taormina siracusana – a quell’ultimo lembo d’Europa che s’infrange sulle sabbie di Porto Palo.
Dicono che Quasimodo – dal suo buen retiro privilegiato, la casetta in mezzo al mare davanti Marzamemi – ci avesse lasciato il cuore. Lì sulla via delle tonnare che passa da Vendicari – oggi restaurata, tra fenicotteri e Museo del Mare – e che prosegue verso il decadente stabilimento di Portopalo, il più antico d’Europa, amasse fermarsi a scrutare l’azzurro, profondo come l’animo umano.
Chi oggi ne ripercorresse le tappe, incontrerebbe luoghi e visi che sembrano usciti da un film.
Come Corrado, uno degli uomini dell’Azienda Foreste che presidia fiero l’ingresso della riserva, e che strenuamente difende la spiaggia da palloni e bocce, assolutamente vietate ai visitatori che si apprestano a tuffarsi nelle acque della Tonnara.
Scendi più giù, e scopri questa magnifica Baia che si chiama Cittadella, già insediamento bizantino, mar caraibico allo stato puro, dove tuffarsi a fianco dei nidi protetti delle tartarughe caretta caretta e dove – memoria vivente – una stele celebra i clandestini deceduti durante un tragico sbarco.
Di Marzamemi piuttosto che la movida – lo sanno in pochi – bisognerebbe apprezzarne l’alta marea, quando si fa aperitivo coi piedi a mollo, che l’acqua s’insinua – Venezia Venezia – persino tra i tavoli dei bar…
E scendendo più giù, se si volesse, le imbarcazioni dei pescatori (come i ragazzi di Shark, che a dispetto del nome non mangiano nessuno) offrono un giro via mare, a scrutare le colonne bizantine sommerse quasi a pelo d’acqua, e un tuffo ad ammirare stelle marine, e visi di mostri apocalittici affioranti dalle lave antiche dell’Isola di Capopassero.
Più avanti scopri Portopalo, ed il suo graziosissimo corso, e la sua chiesetta col segnavento a forma di pesce spada, e la sua Terrazza dei due mari, affacciata sulla punta delle Formiche, che sulla sinistra ci trovi le casuzze dei pescatori, e lo sterrato suggestivo che s’affaccia sul Castello Tafuri e sulla Tonnara abbandonata.
Lì sulle colline che dominano la fine del tutto, ci ha lasciato il cuore anche Roberta, che dalla Lombardia a Portopalo ha realizzato una residenza – La Rosa dei Venti – che pare crocevia di energie magnetiche, che certo alimentano il sorriso bellissimo di questa imprenditrice coraggiosa che a queste spiagge ha dato il nome di Carratois, come il suo Lido.
E poco più giù, infine, l’Isola delle Correnti, l’incontro dei due mari, dove Jonio e Mar d’Africa s’incontrano, azzurro l’uno, blu profondo l’altro, sorriso sottile e tumultuoso della natura più incredibile.
Arrivi allora alla fortezza, desolata testimonianza della fine, a ricordarci, come ogni giorno, che per per partire a volte bisogna fermarsi.


Testi a cura di: Valdinoto Team


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